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Un nuovo modo di fare arte: knit e crochet Street Art

Alle soglie del primo ventennio del Ventunesimo secolo le forme d’arte sono diventate tante e le più disparate…

...dimentica le classiche sculture, gli olii su tela o la pittura dèmode. Ormai si dà sfogo ad ogni sensazione attraverso colori e materiali estrosi, dalle bottiglie in plastica alle cialde del caffè, passando per i filati… e già, i nostri cari filati. Che lavori a maglia o ad uncinetto, puoi essere un’artista anche Tu!

Con ago e filo, un nuovo movimento underground sta cambiando i connotati delle nostre città: una nuova forma di arte urbana, multicolore, ecologica e assolutamente femminile, sta sorprendendo sempre più, ogni giorno che passa, gli abitanti delle metropoli occidentali come dei piccoli paesini non solo del nostro Bel Paese, ma del mondo.

Niente bombolette spray: il nuovo movimento underground utilizza fili di lana intrecciati e lavorati all’uncinetto o a maglia, che invadono e ricoprono con dolcezza tutto ciò che incontrano sul loro percorso, lasciando al loro passaggio tracce di maglieria artigianale, gigantesche opere che ricoprono cartelloni pubblicitari, muri, statue…

Questa nuova tendenza, che trasferisce il knitting dei maglioni, dei cuscini e dei copriteiere dall’ambiente domestico all’arredo urbano, si chiama Yarn Bombimg: sei pronta?!

Tutto nasce quasi per caso nel 2005, quando alla titolare di un negozio di abbigliamento in Texaa, Magda Sayeg, viene l’idea di utilizzare maglioni semilavorati per ornare le maniglie delle porte. Vera e propria capostipite di questa nuova generazione di street artist (suo il vecchio autobus coperto interamente di maglia all’uncinetto esposto ora a Città del Messico), con il gruppo Knitta Please, ha recentemente coperto 99 tronchi d’albero con elaborati cozies in maglia a colori sgargianti.

L’idea è tanto amata e apprezzata che ha presto avuto imitatrici in tutto il mondo, tra queste l’artista Agata Olek: la sua opera più celebre, il famoso toro simbolo dei rialzi della Borsa ricoperto da un fitto maglione e dedicato ai poveri, la ritroviamo a New York.

Ovviamente ne abbiamo avuto una celebre seguace italiana, Giusy Marchetti, che al Miniartexill ha esposto la sua Fiat 500 intitolata “Mi ritorni in mente” e ricoperta interamente all’uncinetto.

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Nei Paesi Bassi, le signore della Knitted Landscape coprono di rose a maglia le strade cittadine dissestate o i nidi di uccelli abbandonati su vecchie grondaie arrugginite.

A Stoccolma, il gruppo Masquerade si attiva di notte per coprire i segnali stradali e i cartelloni pubblicitari con stravaganti e coloratissimi pattern lavorati a maglia.

In Italia il primo movimento nato è Knittami, si propone di colorare la città con filati, ferri e uncinetti! Una forma d’arte ecosostenibile e che permette di riacquisire le vecchie competenze delle nonne e renderle fruibili a tutti. I materiali utilizzati deperiscono facilmente sotto le aggressioni atmosferiche e per questo hanno un tempo ridotto di installazione e devono essere sempre removibili.

Ecco che anche l’arte che ci hanno tramandato le nonne e le mamme è diventata un vero e proprio tipo di street art che abbellisce le metropoli e, soprattutto, fa gioire i passanti… perché noi lo sappiamo bene… knittare e crochettare fa bene al cuore!

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